3° Corso Internazionale di musica medievale – 30 luglio/4 agosto 2012


3° CORSO INTERNAZIONALE DI MUSICA MEDIEVALE – Spello (Italia)



30 Luglio – 4 Agosto 2012


Masterclass: “Il segreto del Quattrocento?”

L’improvvisazione “a braccio” della poesia cantata, con accompagnamento strumentale, a confronto con il repertorio scritto delle frottole, barzellette, strambotti e odi del XV secolo.

 

Nelle corti italiane del XV secolo si potevano ascoltare, contemporaneamente, composizioni d’arte scritte dai maggiori autori e polifonisti fiamminghi, attivi alle fastose corti rinascimentali come maestri di cappella (si pensi a Josquin, Obrecht e Isaac, tra gli altri), alternate a forme musicali improvvisate popolaresche e grottesche. Questa unione di linguaggi diversi e il contributo di diversi compositori, come Tromboncino, Cara e importanti poeti dell’epoca, porta, verso la fine del secolo, alla creazione di un nuovo genere musicale, “la frottola” che, a sua volta, contiene molte altre forme musicali, tra le quali i prodromi del madrigale, la barzelletta, lo strambotto, l’ode, etc..

In questa miriade di generi alla moda ci sono, inoltre, nelle cronache dell’epoca, molti riferimenti alla poesia cantata e alle forme musicali improvvisate: un mondo sommerso per gli studiosi, abituati esclusivamente all’analisi delle fonti manoscritte e a stampa.

La conseguenza è stata che, dopo l’incredibile produzioni musicale del XIV sec., ci si trova improvvisamente in Italia con una mancanza di repertorio, almeno fino alla fine del ‘400.

Il problema della tradizione non scritta nella musica quattrocentesca italiana ha attirato l’attenzione di molti studiosi: tra i più importanti abbiamo Nino Pirrotta, che ha evidenziato tracce di una prassi esecutiva di tradizione orale nei repertori scritti, in alcune fonti tardo trecentesche e quattrocentesche, e ha rinvenuto brani anomali rispetto alla tradizione compositiva coeva, ritenendoli essere esempi scritti di una prassi orale.

Nei suoi studi, Pirrotta, ci mostra come l’accettazione di questa prassi esecutiva possa giustificare l’assenza di una vasta parte del repertorio nell’Italia del ‘400, tanto da spiegare quale fosse finalmente “il segreto del Quattrocento” (per citare un termine del Torrefranca).

La tradizione non scritta e improvvisata era prassi talmente diffusa che i musicisti e i poeti che la praticavano erano contesi da tutti le corte italiane. Questa prassi era lontana da essere musica popolare nel senso moderno del termine, ma talmente specializzata e virtuosa che gli esecutori erano considerati dei divi assoluti: basti citare Pietrobono dal Chitarrino, Serafino Ciminelli dall’Aquila e Antonio di Guido a Firenze; ma, a parte i testi del Serafino Aquilano e le cronache che descrivono la loro arte, non ci è pervenuta una sola nota del loro repertorio.
Il Corso si pone l’obiettivo di ricostruire alcune di queste forme cantate e strumentali, messe a confronto con il repertorio scritto del XV secolo.

 

Docenti:

Canto: Patrizia Bovi

Liuto: Crawford Young

Arpa: Leah Stuttard

Notazione: Crawford Young

Musica d’insieme: Patrizia Bovi, Crawford Young

 

Per essere ammessi alla masterclass è necessario inviare curriculum dettagliato a:

info[at]centrostudiadolfobroegg.it

 

Corsi intensivi:

Strumenti a tastiera – “Il cieco miraculoso”

31/7 – 1/8

Conrad Paumann e l’arte tastierista del ‘400 tedesco e italiano.

– Lezioni di organetto.

– Lezioni di repertorio (Buxheimer, Lochamer, Perugia MS…).

– Introduzione a la prattica improvvisatoria dei Fundamenta.

  • Letture e teoria.

Docente: Guillermo Perez

È possibile partecipare al corso intensivo con altri strumenti a tastiera e non o da uditori.

“ALTA CAPPELLA del XV secolo”

31 luglio-2 agosto

Docente:

Ian Harrison

Corso di ALTA CAPPELLLA per tutti gli strumenti a fiato del Quattrocento:
cialamello, bombarda, cornamusa, tromba a tiro, trombone, flauto e tamburo.

Repertorio:

– balli e bassedanze del XV secolo.

– musiche polifoniche dai codici italiani del Quattrocento.

 

Corso per principianti:

“Le Laudi italiane del Due-Trecento”

 

Le Laudi, nella forma di Ballata, interpretate nei modi ritmici, tratte dai vari Laudari italiani (il Laudario di Cortona del XIII sec., il Magliabechiano e altri laudari fiorentini e italiani del XIV sec.), nella ricostruzione con voci soliste, coro e gruppi strumentali.

Repertorio di LAUDI-BALLATE in programma

Dal Codice di Cortona, Ms.91:
Venite a laudare
Sia laudato san Francesco
O divina Virgo flore

Dal Codice di Firenze, Magliabechiano II:
Chi vuole lo mondo disprezare
Dolce Vergine Maria

Dal Laudario Giustinianeo:
Canti gioiosi e dolce melodia (contrafactum di J’ay pris amour)
Ne la digna stalla
O Maria Diana stella

Docenti:

Flauti, cennamella, cornamusa: Goffredo Degli Esposti

Viola, ribeca: Gabriele Russo

Liuto: Michele Pasotti

Percussioni: Massimiliano Dragoni

Canto, canto corale: Mauro Borgioni

Danza: Natalie Braker

Musica d’insieme: Docenza di gruppo

Solmisazione: Emiliano Finucci

Conferenze:

30/7

“Tucti vanno ad una danza per amor del Salvatore”
Rapporti tra la Lauda e la Ballata del Due-Trecento.

Relatore: prof. Francesco Zimei

Nella conferenza di apertura al corso, tenuta da Francesco Zimei, si intende esplorare, per la prima volta in maniera sistematica, i nessi ideologici e pratici che intercorrevano nel medioevo fra lauda e ballata. Questo rapporto, limitato negli ultimi due secoli – forse a causa della condanna morale inflitta al ballo fin dai tempi dei Padri della Chiesa- al riconoscimento di una mera identità metrico-formale, è invece in grado di sprigionare significati profondi, che trovano riscontro nei grandi riti collettivi praticati ancora in alcune località dell’Italia meridionale e nel bacino del Mediterraneo. Nel ripercorrere, sia musicalmente che coreuticamente, le tappe storiche ed espressive del repertorio di danze sacre tramandatoci dai laudari monodici, si fornirà di questi canti un nuovo modello interpretativo, fedele allo spirito di quei tempi e al contesto culturale nel quale venne prodotto.

Quote di Partecipazione in € per singolo studente
Masterclass “Il segreto del Quattrocento 400,00
Corso base   “Le laudi italiane del due-trecento” 350,00
Corsi intensivi 250,00
Canto corale 180,00
Percussioni 180,00
Danza 240,00
Percorso di introduzione alla musica medievale(comprende canto corale, percussioni, elementi di danza) 300,00

 

Quote di Partecipazione in € per membri di ensemble*
Masterclass “Il segreto del Quattrocento 350,00
Corso base   “Le laudi italiane del due-trecento” 300,00

 

* Gli sconti per gli ensemble musicali si applicheranno per i gruppi in cui almeno quattro elementi richiederanno di iscriversi

 

Per informazioni e richiesta di partecipazione:

info[at]centrostudiadolfobroegg.it