Dolce amico

Dolce amico

Ti ho conosciuto nel 1981 quando sei appena arrivato a vivere in Umbria da Roma, io da sempre appassionata di musica antica avevo cominciato a cantare con il gruppo Alia Musica e tu giovane diplomato in chitarra classica, cominciavi a suonare con “l’Estate di San Martino”, il rock progressivo.

Da allora non ci siamo più lasciati.

Venne a te l’idea di coinvolgermi nella formazione di Micrologus dopo che avevi ascoltato la registrazione di un concerto che avevo fatto, ospite, dei Menestrelli di Assisi dove avevi cominciato a suonare chiamato da Goffredo, con lui avevi anche messo in piedi un duo chitarra classica e flauto traverso.

Tu scherzando dicevi sempre “Bovi, ti ho dedicato gli anni migliori della mia vita”, ed io ti rispondevo “se è per questo, anch’io, e dovresti essere felice di avermi incontrata” e lui “…è stata la tua fortuna!” e i nostri scherzi hanno continuato su questo tono per questi 25 anni.

Una cosa è certa, siamo stati fortunati ad incontrarci noi quattro, con le nostre caratteristiche così diverse.

Ma con una passione comune ed una gioia di fare la musica che tanti ci hanno invidiato.

Qualche giorno fa mi hai mandato un messaggio che diceva: “sto guardando le prove delle ragazze del gruppo danza, hanno messo trenta volte ‘J’ai pris amour’ e mi è venuto un momento di malinconia, quanta strada abbiamo fatto insieme! stiamo invecchiando!!”.

Io ti ho richiamato un po’ seccata dicendo “parla per te!!! Io sono una ragazzina” E lui “Bovi hai solo tre mesi meno di me!”. Lo dicevi ridendo e prendendomi in giro. Poi mi hai raccontato una delle tue barzellette che io conoscevo a memoria ma che non avevo il coraggio di dirtelo, visto che ti divertivi come un bambino e ne ridevi come fosse la prima volta…

Conoscevo tutto di te, conoscevi tutto di me.

Tu sai quanto mi mancherai, le nostre telefonate di 118 minuti, le lunghissime chiacchierate durante i nostri innumerevoli viaggi, le tue spiegazioni scientifiche sui frattali o sul big bang… le mie inutili raccomandazioni “Adolfo basta co’ ste sigarette” “Vai a dormire!”.

La musica insieme.

Pensavo che ci saresti sempre stato… questa data, il 23 aprile 2006, non era prevista nel mio calendario.

Addio ragazzo gentile,

testimone della mia vita

Canteremo ancora insieme

dispersi e poi legati

in catene di energia

tornando alle stelle

pa

36 Comments Leave yours

  1. Sergio #

    Avevo già letto queste frasi così intense, piene di amore e di malinconia, inserite a notte alta da Patrizia in “Io canto…”. Mi fanno venire in mente il lungo abbraccio con Adolfo la sera del 25 Giugno 2005 a Terni, Santa Maria dell’Oro, alla fine dell’impegnativo concerto mozartiano di Patrizia. Un abbraccio che espriva una grande vicinanza e partecipazione, un profonda comunione di anime. I Tuoi versi, Patrizia, ne sono una viva testimonianza.

  2. Anna #

    Egregissimi, egregissima
    ho sempre pensato di scrivervi con la precisa richiesta di aggiornare il sito perchè mi sarebbe sempre piaciuto sentirvi dal vivo, io che vi ascolto solo nei dischi vostri che possiedo ( che parola insulsa il possesso ).
    Mi dicevo sempre bisogna che oggi lo faccia.
    Perchè ascoltare dal vivo è un’altra cosa, ci si sente vivi anche noi che stiam lì seduti.
    E poi…oggi è troppo tardi.
    Troppo tardi.

    Restano i dischi e forse il vostro desiderio di continuare a suonare insieme e condividere il vostro talento, il vostro tesoro.

    Mi auguro ancora, e credo siamo in tantissimi, di potervi comunque ascoltare, anche perchè non penso che Adolfo sia davvero così lontano.

  3. Anna #

    Sì continuate a fare quello che avete sempre fatto, anche se ora tutto sarà diverso.
    Ma a volte quando si perde qualcuno di veramente caro, cresce così tanto l’aspirazione al bene, che non si può trovare pace se il dialogo con se stessi e con chi è partito cessa di colpo.
    Anche perchè non ce la si fa a smettere di chiedere all’assente :” Dove cazzo sei andato ora ? senza finire il nostro viaggio insieme ? I pregetti ? Le cose da…fare ? ”

    Non smettete di cantare isieme

    Ciao, a presto

  4. checca #

    Cara Pa,
    voglio scrivere a te, a Gabriele, a Goffredo. In questo luogo aperto.
    Eccoci qui, cara Pa. Tanta vita, quante vite!
    Come consolarti e come consolarci? Non c’è modo.
    Ognuno ha il suo e lo scopri solo in queste occasioni, senza che nessuno te lo abbia insegnato, come gli animali che seguono un istinto misterioso.
    Ogni giorno appena posso guardo e scruto la sua foto sperando di vederla riprendere vita. Piango, dal niente e da sola.
    Non riesco ancora a comprenderlo questo mistero di cui nulla sappiamo e che ci portiamo in spalla dal giorno della nostra nascita. E’ lì. Ma allora tutte le parole? Tutte le azioni? Le risate? La nostalgia. Il ricordo. La trascendenza. L’infinito? Dio, o chi per lui?
    La musica. La musica.
    Ma come consolarci? Come consolare te, Gabrillo, Goffredo, la sua mamma?
    Con tutto il mio affetto
    Checca

  5. La SPINA Pungente #

    Avrei voluto che anche mio figlio conoscesse il tuo sorriso.Ciao ADO!

  6. “Io volo sui cieli del mondo. Vedo un grande albero rosso dall’alto; vedo le foglie, i rami, il tronco, le radici e la terra che tutto custodisce”.

    Un cervo enorme e bianco come neve di luna ti attende. Autunno. Bosco fresco e umido. Il bosco è la tua anima. Silenzio sovrumano. Tuo padre è morto. Tua madre non c’è.
    Ti fai largo fra i rovi che pungono e segnano. Ed ecco, improvvisa, una radura. Fatata. Abbrunare. Piccoli esseri volanti luminosi tracciano vie aeree: preludio a qualcosa di importante, qualcosa di straordinario. Una festa. Un corteo rituale e simbolico di strane figure: il popolo dei nani avanza per primo suonando cornamuse e tamburi.

    Ti hanno ucciso, giovane cacciatore. Tu che volevi sondare i misteri del folto spirito naturale. Le fate di Lionndubh non perdonano. Gli elfi stessi trasportano, trionfanti, il tuo cadavere, cantando runiche parole. Poi uomini mascherati, satiri, ninfe frigie e baccanti divine.

    Sir Gawain, colui che t’uccise, sfila a cavallo di un bruno destriero. Le sue insegne, lo scudo e la spada ancora lordi di rosso vermiglio. È spaventoso.

    E di nuovo i tamburi. I tamburi d’ogni parte del mondo suonano per te forti ritmi regolari. I tamburi nudi sulla terra erbosa. I tamburi vitali del moto cosmico inarrestabile.
    Sfilano i tamburi e a seguire un gigantesco otre di idromele, portato a spalla da uomini grassi, panciuti e sudati; uomini dal ventre enorme, esplosione di carne. Seguono menadi estasiate. Menadi bellissime nei loro pepli e corone vegetali. Menadi primigenie, Menadi vitali. Menadi generatrici. Menadi mediterranee, madri ed universali.

    Un’orchestra di viole, poi, in coro.

    E oche selvatiche sfiorano il suolo volando molto lentamente, quasi immobili nella loro traiettoria migratoria; araldi sospesi dell’altro paese. Silenzio, ancora. Silenzio.

    Infine il Grande Cervo Bianco, signore del tempo perpetuo; colui che ogni corteo chiude; fratello del tuono supremo e del lampo accecante; madre delle vite e della vita intera; ventre primigenio, bocca spaventosa, mano letale.

    Il Grande Cervo Bianco ti invita a cavalcarlo.

    E io lo cavalco con te terrorizzato e tremante ad un tempo. Chiudo il corteo e sono quel cadavere.

    (Alessandro, che s’addolora d’aver lasciato quella sua nota sospesa)

  7. Roberto #

    ho appreso con dolore la morte di Adolfo Broegg; seguo da anni il Micrologus, e credo che sia giusto continuare, anche per lui. Non fermatevi!

  8. simo #

    King Crimson
    Fallen Angel

    Tears of joy at the birth of a brother
    Never alone from that time
    Sixteen Years through knife fights and danger
    Strangely why his life not mine

    West side skyline crying
    Fallen angel dying
    Risk a life to make a dime

    Lifetimes spent on the streets of a city
    Make us the people we are
    Switchblade stings in one tenth of a moment
    Better get back to the car

    Snow white side streets of cold New York City
    Stained with his blood it all went wrong
    Sick and tired blue wicked and wild
    God only knows for how long

    Fallen angel
    Fallen angel
    West side skyline
    Crying for an angel dying
    Life expiring in the city
    Fallen angel…

  9. Sergio #

    Nel lettore mp3 che porto sempre con me durante i frequenti spostamenti in treno, c’è sempre la musica dei Micrologus. Dopo il concerto di Terni del 10 Aprile scorso, avevo caricato la più recente pubblicazione del Llibre Vermell, perchè mi aveva incantato il “Mariam Matrem” intepretato dalla sola Patrizia. Dopo il 10 Aprile, l’avevo ascoltato e riascoltato. Il destino ha voluto che quello stesso brano, interpretato da Patrizia, Simone e Mauro, sia stato il sigillo straziante e sublime al tempo stesso dell’addio ad Adolfo. Stamani l’ho riascoltato di nuovo, dal lettore mp3. Non lasciateci soli con i vostri dischi. Abbiate cura di voi, per voi stessi e per noi che vi amiamo.

  10. Alex #

    Dopo aver assitito al concerto dell’ Arpeggiata a Ginevra, Marcello mi ha annunciato la triste notizia! Resto vicino a voi con tutta l’anima e penserò a Adolfo per sempre…La stella che splende…

  11. Valeria Pecetta #

    “La mia vita è solo un insieme di note musicali che il tuo cuore trasforma in melodia. Vorrei che fossimo sempre capaci di vivere tutto ciò che di sacro vi è in ogni istante”. K. Gibran

    Non lasciate che questa melodia a poco a poco si spenga …continuate a tenerla viva.

  12. Tiziana #

    L’amore…. il dolore….sono sentimenti che non si possono descrivere…si provano e soprattutto….si vivono!
    Ecco, caro Adolfo, questo è quello che proviamo.
    Lacrime, lacrime e lacrime.
    Sei stato vicino alla nostra famiglia nei momenti più importanti, hai suonato al nostro matrimonio (la 1 o la 4?) e quando Matteo stava per nascere eri lì, all’ospedale, tutto elettrizzato …”E’ la prima volta che vedo nascere il figlio di un mio amico!”
    Vedo il tuo sorriso e sento la tua voce un pò roca.
    Un abbraccio….come queli che spesso ci siamo dati…
    Tiziana Domenco e Matteo

  13. gianluca #

    il ricordo di una persona schietta, coinvolgente, comunicativa. di un corsso di musica a lungo pensato che non si farà mai.
    sono stato felice, nella tristezza, di aver potuto sentire patrizia che mi parlava di te, qualche giorno fa.
    un pensiero

  14. Andrea Cova #

    “Avrei voluto urlare, e ero muto;
    la mia religione era un profumo.
    Ed eccolo ora qui, uguale e sconosciuto,
    quel profumo, nel mondo, umido
    e raggiante: e io qui, perso nell’atto
    sempre riuscito e inutile, umile
    e squisito, di scioglierne l’intatto
    senso delle sue mille immagini…”
    Pier Paolo Pasolini

    Un profumo, che porto ancorato alla memoria…
    Un profumo, che non hai mai voluto dirmi cos’era…
    Un profumo, che ti seguirà per sempre…
    Un profumo, che sarà sempre tuo…
    Un profumo…
    Quel profumo sei tu…

  15. Se e’ vero che la musica ha come padre il silenzio, in esso andiamo a chiudere l’ultima delle nostre note ed anche la piu’ piccola, la piu’ solitaria, la piu’ dolce lascia nell’aria qualcosa di eterno.Grazie Adolfo per l’eterno che hai dato al medioevo e per avere contribuito a creare uno dei piu’ grandi Ensemble di musica medievale del mondo.

  16. stefania #

    trasportare di peso il banco per il salterio dalla scuola alla piazza a urbino per il saggio….manovalanza che rispecchia il modo piu’ vero di far musica: sotto il sole, per la strada, senza tanti fronzoli.
    musica della gente, per la gente: musica nostra.
    grazie di quella che gia’ avete fatto, di quella che abbiamo fatto, di quella che faremo.
    abbiate cura di voi.
    ste

  17. Étudiants brésiliens, notre premier rencontre avec Adolfo et Patrizia a eu place à l’été de 1998, dans un cours qu’ils ont donné en France, une de notre plus importantes expériences musicales et personelles. Patrizia enchantait les élèves avec sa belle voix, pleine de lumière, et son phrasé de long souffle; et la sonorité qu’Adolfo tirait de son luth m’a completement pris: un mélange surprenant d’intensité et de délicatesse, une musicalité que jamais j’avait entendu et que jamais j’entenderait après. Quelques mois plus tard nous avons voyagé en Italie et nous étions été reçu, par lui et par sa mère, avec gentillesse et generosité à Spello, où nous avons eu des scéances particulières chez lui. De retour au Brésil, nous continuons notre convérsation par email sur la musique et sur les évenements heureux de nos vies (je suis encore ému quand je me souviens de sa joie avec la naissance de notre fille). Nous sommes reconnaissants à la vie pour nous avoir donné la chance de connaître Adolfo, ce cher ami. Nos tendres mémoires à sa famille et à ses amis.

    Pedro Novaes et Elizete Bernabé

  18. giovanna #

    Io Adolfo non lo conoscevo, se non attraverso i suoni sentiti nelle registrazioni dell’Ensemble. Sono capitata per strano destino al suo funerale, per caso ho lì rivisto un amico dell’adolescenza, Gabriele, che in un momento commovente e straniante mi ha riconosciuta dopo circa vent’anni che non ci vedevamo.
    Non lo conoscevo, ma sono convinta fosse una persona speciale.
    Spero sarete in ogni caso a Vigoleno, farò di tutto per esserci.

    Giovanna

  19. Con vera emozione mando un pensiero ad Adolfo e ai suoi cari. A Narni veniva di frequente, insieme all’Ensemble; disponibile, competente, il sorriso indimenticabile, vivo, arguto…stile vellutato di chi sa stimolare a crescere senza imporsi. Grazie

  20. Marco T. #

    Sta suonando anche adesso. Le due sono passate da un pezzo e la notte di Roma è, come sempre, una tela di silenzi cento volte strappati.
    Sta suonando anche adesso. Come tante altre volte in questa casa in cui Adolfo non è mai stato. Questa casa che cominciò a farsi un giorno di vent’anni fa a San Rufino, e anche la sua musica – anche la sua amicizia – quel giorno si mescolò per noi nella calce dei giorni e delle scelte a venire.
    Sta suonando anche adesso. Come ogni sera, da quella notte d’aprile.
    Continua la sua buona battaglia: ricuce i silenzi strappati, li lascia gocciolare dalle corde del liuto e, con incessante inseguimento di dita e d’onde, ne ritesse l’armonia.

    Sta suonando anche adesso. E m’accompagna, come un tempo dentro Montecavallo, giù per Perlici o su per la Rocchicciola, a pensare e ripensare percorsi e tempi, vita e danza, lontananza e poesia. M’accompagna a comporre sogni e parole.
    A immaginare visi e gesti. A vestire d’antico e d’incontenibile nuovo l’idea di una Festa che si può perdere ma mai smarrire.
    In fondo a giorni vorticosi e stretti – questi che mi sono dati e che non so rifiutare – conto su di lui. E canto, come so e posso, appoggiandomi a lui. Alla frenesia gentile del suo ud, al gioco misurato del salterio.
    Sta suonando anche adesso. Con Patrizia e Goffredo, con Gabriele e con Ulrich. Mi dà cuore sentirli, mi dà cuore sentire che è qui. Io che credo alla vita, è so che è una musica che non finisce, ho più che mai bisogno di queste corde pizzicate e battute. Di queste voci vere, che si spiegano e mi spiegano. Di questa viella sovrana. Di questo flauto entusiasta, che rincorre e precede.
    Sta suonando anche adesso. Scuote la testa, a occhi chiusi. Preso in un’emozione, in un disegno, in un ritmo. “Can vei la lauzeta mover”. “Stella Splendens”. Canti di scoperta e di cammino. Ancora e sempre vita. Semplicemente la sua vita.

  21. David #

    Sono entrato nel vostro sito per cercare qualche informazione su concerti e sono rimasto sconvolto di conosccere la scomparsa di Adolfo. Vorrei soltanto avere un ricordo per lui e dirvi che da quando ho conosciuto Micrologus la vostra musica è diventata per me una delle cose piu’ care al mondo. Non dimentichero’ mai il concerto del mercoledi’ 27 aprile 2005 a Barcellona ne la maestosa presenza di Adolfo sulla scena. ¡Ánimo, muchachos!

  22. Adele #

    io purtroppo ricordo molto poco perchè ero piccola mamma e papà mi portavono a sentire tutti i concerti in zona…anche se l’ultima volta che l’ho visto era al concerto del quirinale.
    Devo dire che la cosa mi ha rattristato molto quando Flo (na nostra amica) ci ha chiamato per dircelo…..

  23. Claudio #

    Ho solo poche parole, le stesse che ho detto a tua madre ” tutti noi siamo pieni di te”.

  24. Francamente solo oggi ho trovato la forza di leggere fino all’ultima riga ciò che hai scritto. Le cose che si dicono a voce, per quanto mi riguarda, o che si raccontato per telefono, scivolano. Queste cose tu, me le hai dette. Il giorno che Adolfo è morto. E nei giorni seguenti. E forse ridette ancora. Solo oggi le ho lette. E mi sento così vicino da volerti abbracciare così forte da non farti sentire più dolore.

  25. Greets to the webmaster of this wonderful site! Keep up the good work. Thanks.

  26. Massimiliano B. #

    La notizia della scomparsa di Adolfo mi lascia un grande dolore. Ricordo sempre come lui, assieme a tutti gli altri dell’Ensemble, con già alle spalle così tanti riconoscimenti e storia, ha accettato di venire a suonare alla nostra manifestazione a Piacenza dopo che in modo molto poco ortodosso eravamo andati a trovarlo di sorpresa a casa sua, a Spello, e dopo essere stati accolti dalla gentilissima Madre, ci ha ricevuto appena uscito dalla doccia. Era proprio una delle incarnazioni di quella gioia di musicare, di incontrare gli altri, che sapeva trasmettere così bene … e come dimenticare il modo in cui tutti si allietava gli altri commensali ai ristoranti con dei grandiosi “a’capella”!.

    Adolfo, mi ricorderò sempre il tuo faccione bonario e sorridente, soprattutto perché era il riassunto di come ti conosco. Buono, elegante, disponibile, umano.

    Un grande abbraccio anche a Patrizia, al “maestro”, e a Gabriele. Vi ho nel cuore.

  27. gabriele #

    So quanto costa esser privati di pezzi di te… certe ferite non si rimarginano mai, ma il tempo ti aiuta a conviverci e a farlo con dolcezza.

    Un abbraccio da un amico dell’Adolfo di prima.

  28. Andrea #

    Ho saputo solo due giorni fa della scomparsa di Adolfo…esprimo all’Ensemble la mia più forte vicinanza. In occasione di un Vostro concerto a Vicenza, qualche anno fa, ricordo di aver “placcato” Adolfo fuori dal camerino per esprimergli tutta la mia ammirazione per la musica e l’atmosfera che l’Ensemble creava, sia in cd che dal vivo….fu così disponibile e gioviale
    A novembre inviai una e-mail all’indirizzo del sito, così, solo per dire quanto cara mi fosse la Vostra musica, quanto fossero ormai parte di me i viaggi quotidiani a ritroso nel tempo per assistere al Jeu de Robin e Marion o ad una festa a Corte o ad un corteggiamento, o per partecipare alla Vida de Colin…ottenni risposta dopo 5 neanche ore…era Adolfo che mi ringraziava.
    Vi esprimo tutta la mia stima ed ammirazione per il fatto che Micrologus continui il suo cammino in memoria di Adolfo
    Vi abbraccio,
    Andrea

  29. un'amica #

    Signora Bovi ! Signora Bovi !
    Io la ringrazio innanzitutto per avermi aperto una porta.
    Per avermi dato soprattutto la possibilità di vivere un’esperienza che non ho mai potuto vivere e che è stata per me bellissima e importante.
    La ringrazio perchè è come se lei m’avesse detto :” vuoi imparare ? Vieni e fallo “.

    Se lei m’avesse detto, per esempio : ” non sei all’altezza ” sarebbe stato tutto diverso, le avrei dato ascolto ugualmente e non avrei mai saputo quanto mi possano piacere queste danze. non avrei fatto queste scoperte.

    Signora Bovi : mi ha dato LEI ! la possibilità di essere migliore, di dimenticare i miei mali.
    Lei sa, ha capito molto bene che le cose belle devono essere per tutti, perchè sono le cose belle che ci riscattano, che ci salvano, ci liberano da ogni male, dal buio dell’ignoranza e del disincanto ( di peggio non può accadere nella vita : il disincanto ).

    Sì, Veronique Daniels è una brava insegnante davvero, non so se è stato un piacere reciproco ma…non si può avere tutto dalla vita.

    Signora Bovi, come dice quella frase ? ” Ogni volta che avete fatto questo a chiunque dei vostri fratelli… ” , come se avessi intravisto il Pradiso per ( a causa, per mezzo, tramite ) la vostra ( sua e dei suoi compagni, presenti e assenti ) grazia e sensibilità.

    Non potrò esserci il 28 Dicembre, non fisicamente almeno ma, siccome son cattolica e spesso praticante, anche se omosessuale ( ma poi chi lo sa ? sono etichette sterili, son momenti della vita forse ), dirò un Angelo custode e un Angelus Domini, visto che sarà periodo di Natale.

    Buona Domenica.

  30. Ale J #

    Stò ascoltando la musica che grazie ate mi ha sempre fatto viaggiare per modni sconosciuti..e vivere atmosfere grandiosi.è quasi un pò che non ci sei..ma è come se tu non fossi mai andato via,perchè nell’aria sis ente la tua essenza…sari sempre con noi..nelle nostre ristae,nelle nostre danze..nei sorrisi e nelle lacrime…è dall’84 che faccio Calendimaggio..e tu sei sempre stato una presenza e lo sei anche ora…

  31. pa #

    E’ passato un anno, dalla tua scomparsa, ora più che mai ci manchi…
    All’’inizio, come normalmente accade,ci si sente persi,e la mancanza è soprattutto fisica,non ci vediamo più,il telefono non squilla,non si riesce a cancellare il tuo nome dai programmi, dalla rubrica del cellulare,si continua a sperare per mesi che sia soltanto un incubo, che ci sveglieremo e ti troveremo, sorridente, seduto accanto a noi mentre stai accordando il tuo liuto.
    Ora che l’attività è ripresa, che gli impegni sono stati rispettati, che la musica sta andando avanti, purtroppo, anche senza di te, la mancanza che sentiamo è profonda,non ne parliamo forse per pudore o per non sembrare lamentosi,ma è proprio ora il momento più difficile.
    Il momento dei progetti, il ridisegnare il futuro; di Adolfo ci manca la visione “altra “ della vita, la tua visione utopistica e il sogno di realizzare l’impossibile che ci ha dato la forza di essere ancora qui. La tua capacità di ascolto,il tuo pensiero critico,le grandi risate insieme.

    Oggi siamo tornati a Polino,anche per portare Gigliola a vedere un luogo dove una parte della nostra vita si è fermata, e per ricordare quella giornata di sole, passata insieme a giocare a carte a mangiare nell’ottimo ristorante sulla piazza del paese e a suonare, totalmente inconsci del fatto che quel concerto sarebbe stato l’ultimo della nostra giovinezza, perché con te se n’è andata anche la nostra adolescenza,tu, eterno ragazzo che guardando le stelle sognavi altre galassie e che avevi una canzone per ogni ricordo, come tutti noi, da piccoli..

    tornando ascoltavo la frase che tu amavi tanto: ….e se la morte è un mare, io mi ci butto vestito…

  32. anna #

    cerco di non sprecare l’occasione, provo a non dire spropositi.
    Vi ho sognati questa notte, suonavate ovvio, ma la cosa più bella è che al risveglio m’è passata l’oppressione al cuore che sentivo al momento di coricarmi e oggi, dopo tanto tempo, è stata una giornata incredibilmente serena, quasi ho sorriso Dottoressa Bovi, quasi ci son riuscita.

    un pensiero per voi, la vostra arte, la vostra vita.

    anna

  33. anna #

    Buon Natale !
    …………………………………………….
    ……………………………………………..
    ……………………………………………….E’ una fortuna che esistano i byte.

  34. Gia #

    … serata strana, emozioni, ricordi, tristezza… sono passato a casa tua Pa’, ho preso il cd, anzi ti ringrazio e anche se, come dici tu, la registrazione non è delle migliori, le emozioni lo sono veramente. Quanti ricordi, quante sensazioni… e poi alla fine eccola; come accadeva durante le prove e tutti vostri spettacoli, una lacrima (..anzi un fiume!) scende sul mio viso: è una Fortuna Disperata, fortuna perché ho avuto l’onore di conoscervi e lavorare con voi, disperata perché un turbine di ricordi mi afferra e mi porta con se, riaccendo freneticamente il computer e sento il bisogno di andare sul vostro blog e scrivere.
    Sembra passato un secolo e, allo stesso tempo, un giorno, a volte credo sia solo un brutto sogno, poi, però, piombo nella cruda realtà ed è tutto tristemente vero, Ado non c’è, non ci sono le sue battute, le sue risate, la sua voglia di stare insieme… mai avrei pensato di ascoltare questo brano e piangere, non per la vostra splendida esecuzione, non per il bellissimo spettacolo, ma per te Amico mio………… Ti voglio bene Ado

    Il tuo seccaccio maledetto

  35. Lauretta #

    mi manchi

  36. cucciolo #

    Tre anni caro dolce Adolfo…..e non riesco nemmeno a cancellare il tuo numero di cell…chissà dovesse mai servirmi…ogni giorno sei e resterai nel mio cuore e nei miei pensieri…ti voglio bene…….. Tiziana

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