Io canto…

[…] Io canto per dopo
il tuo profilo e la tua grazia.
La nobile maturità
della tua coscenza.
Il tuo appetito di morte
e il gusto della sua bocca.
La tristezza che ebbe
la tua coraggiosa allegria.
Passerà molto tempo
prima che nasca, se nasce,
un andaluso così illustre,
così ricco d’avventura.
Io canto la sua eleganza
con parole che gemono
e ricordo una brezza
triste fra gli olivi.

Federico García Lorca, Llanto por Ignacio Sánchez Mejías

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50 Comments Leave yours

  1. GRANDE AMICO MIO MI MANCHI TANTO. MAURO

  2. Caro Adolfo mi consola pensare alla Tua vita breve ma così intensa così piena di cose meravigliose! Impossibile ringraziarti abbastanza per quanto ci hai donato…Non dimenticherò mai le occasioni delle cose condivise e delle cose che comunque non ci hanno mai diviso…Porterò sempre con me il Tuo sorriso ed il Tuo abbraccio.
    il tuo vecchio amico Andrea, Francesca e le Tue piccole ammiratrici Costanza e Lavinia

  3. Titto e Francy #

    Il vuoto che lasci nei nostri cuori si colma della musica che tante volte ci hai donato e che sempre ci canterà di te e del tuo sorriso

  4. marco beasley #

    Era bello l’incontro saltuario negli incroci del nostro lavoro. Ci rincontreremo ancora, con uno spirito nuovo. Da lontano, da anni di silenzio, partecipo col mio canto senza parole. Perché difficile è la parola, ma necessario è un segno.
    Marco

  5. Ermanno #

    Ciao Adolfo,

    questo doveva essere il 25esimo Calendimaggio per te, tanto che alcune sere fa, mi hai fatto vedere un fazzoletto azzurro con lo stemma dei mammoni, ricordandomi che te lo regalai io il 7 maggio del 1981 giorno del tuo “debutto”. Erano i tempi di Alia Musica, con Patrizia che muoveva i primi passi e Micrologus ancora non era una delle formazioni più famose in Europa.

    Venticinque anni durante i quali sei diventato un Partaiolo “di quelli tosti”, magari dopo il 1988, con l’entrata in vigore dello statuto, un pizzico di amarezza l’hai avuta a causa del tuo status da “straniero” che ti costrinse ad abbandonare la carica di Consigliere che ricoprivi al momento.

    Adolfo, per noi sei lì assieme a Giovanni, Mariola, il Moretto….. anche se la burocrazia ti ha sottratto qualcosa, la memoria storica della Parte de Sopra ti annovera tra i “GRANDI” della Nobilissima.

  6. Mauro Balani Priore #

    Adolfo era venuto da Roma con la chitarra in spalla, l’entusiasmo da giovane liceale e la speranza di poter condividere con il mondo intero la sua musica, la sua gioia di vivere.
    La cara chitarra si è presto trasformata in liuto ma il Calendimaggio non ha solo mutato il suo strumento, ha segnato in qualche modo la sua vita artistica, professionale, pubblica e privata.
    Ma nulla lui deve a noi, molto noi dobbiamo a lui.
    E’ stato amore a prima vista con la festa, con la città ma soprattutto con la gente, la gente ostile e difficile di Assisi, dal cuore duro come le pietre dei nostri vicoli ma che si può spezzare se in una notte buia e nera si odono le note d’un liuto.
    Fu così che ci ha eletto a sua madre terra e noi abbiamo eletto lui nostro figlio, Patrizia, Goffredo e Gabriele loro Fratello, Lavinia suo compagno.
    Il suo spirito convintamene laico mi perdonerà la metafora, ma vorrei ricordarlo con l’immagine francescana di chi stringe tre nodi e consacra così la propria vita.
    Il primo nodo lo legava a quanti indistintamente contavano su di lui. Mai si è negato o moderato nel suo impegno di docente, di politico, di musicista. Sempre ha condiviso il suo sapere ed il suo tempo. Quanti hanno voluto, tanti hanno potuto contare su di lui.
    Il secondo nodo somiglia ad una chiave di violino o di basso perché con la musica, la musica antica, ha stretto un patto per la vita chiamato Micrologus ed ha così legato il proprio nome alle massime espressioni musicali di tutti i tempi.
    Il terzo nodo non è solo un nodo ideale, è un nodo vero perché al suo liuto da un quarto di secolo è legato un fazzoletto blu.
    E’ questo il nodo che oggi vogliamo stringere ancora più forte, affinché alla Nobilissima Parte de Sopra non resti solo un nodo in gola, bensì l’esempio di un partaiolo da ricordare tra i grandi che hanno fatto la nostra storia.
    Saremmo ipocriti nel dire che senza di lui non ci sarà più il Calendimaggio, certamente non meno di quanto potremmo essere falsi e bugiardi pensando che sarà lo stesso Calendimaggio.
    Con te e per te Adolfo!

    Mauro
    Priore

  7. Pino Antonelli #

    Ciao Adolfo,
    voglio ricordarti così, in costume, con il tuo inseparabile liuto
    mentre guardi la tua Parte che entra.
    Tu, romano come me, innamorato di questa pazza gente.
    Tu, appassionato della vita in ogni suo aspetto,
    che hai tentato di cerebrarla con la tua arte.
    Ora suoni per qualcuno di più importante
    che ha avuto il torto di convocarti troppo presto.
    Per sempre con noi

  8. dal Forum della Nobilissima - Pino Antonelli #

    …..ho riaperto il forum per sentire l´abbraccio dei Partaioli ad Adolfo. La sua arte e, sopratutto la sua persona, diventeranno un mito per i Mammoni e non solo. Non riesco a provare neanche rancore per la parte avversa che non ha sentito la necessità di partecipare all´ultimo saluto se non in forma privata in alcuni suoi esponenti. Adolfo è sempre stato di Sopra; oggi lo è più di tutti.

  9. dal Forum della Nobilissima #

    CIAO ADO!!
    23/4/2006 – 13.31 socio

    Oggi, è un giorno tristissimo, per me come per tutti coloro che Ti vogliono bene, con Te se ne va un´altro pezzetto di Parte!
    Ti ricordo con un affetto enorme, e mi mancheranno le tue risate……….
    e con le lacrime sul volto Ti urlo:

    “CIAO ADO TI VOGLIO BENE!!!”

    lucafuxia.

  10. dal Forum della Nobilissima - Daliso #

    ciao adolfo
    23/4/2006 – 22.03 daliso

    la prima cosa che notai nel 1997 (il primo calendimaggio che vidi) furono loro: i musici. chi li vede la prima volta non può fare altro che uscire dalle mura di assisi con qualcosa in più nel cuore: io me ne andai da quel calendimaggio con un´immagine ben chiara di quelle persone splendide che mi avevano regalato dei suoni a me nuovi, che già mi avevano rapita.
    tornado successivamente alla festa la prima persona che individuai fu proprio lui, adolfo. dissi alla mia amica “sai lui è uno di quelli che suona per la Parte di Sopra”. lo guardavo come se fosse la star che avevo riconosciuto tra la gente. passarono gli anni e anche io, nel mio piccolo, ho avuto il piacere di conoscere quest´uomo che rappresentava per me uno dei primi ricordi, insieme alla sua musica, del Calendimaggio.
    oggi quando mi è giunta la telefonata da assisi ho capito che qualcosa era successo. ma mai questo…mai questa notizia mi sarei aspettata.
    anche se sono lontana, Assisi, il Calendimaggio e le belle persone che ho scovato tra le mura sono sempre nel mio cuore.
    e…quindi…spero solo di riuscire a farvi sentire il mio abbraccio ed unirmi così anche io al saluto che farete a quest´uomo così grande,
    che rideva, che suonava, che anche per chi solo lo osservava era un punto di riferimento sulla piazza.
    ovunque tu sia,
    ciao Adolfo!

  11. nel Forum della Nobilissima - Valeria #

    ciao…
    24/4/2006 – 20.59 sooorca

    L´unica cosa che mi viene da dire è GRAZIE…..per tutto quello che ci hai insegnato e per tutta la pazienza e l´amore con cui ci hai avvicinato a te e alla tua musica…grazie per tutte le risate e le battute fatte la sera in sede…grazie di tutto! Credo che dobbiamo sentirci privilegiati per aver avuto il dono di conoscere una persona come lui e questo vale per tutti :da chi gli rivolgeva appena un saluto a chi con lui ha vissuto tanti momenti importanti. Le belle persone lasciano bei ricordi…e lui era davvero una bella persona e il suo ricordo sarà il più bell´esempio di allegria, simpatia, rispetto, professionalità e amicizia!
    Ciao Ado! :-)

  12. nel Forum della Nobilissima - Trudy #

    QUANDO LA MORTE DIVENTA INNO ALLA VITA
    26/4/2006 – 18.06 Trudy

    Ti ringrazio anch´io, ADOLFO, perché come il tuo liuto insegnava al mondo il suono della musica, la tua morte deve insegnare a noi che la certezza di vivere l´abbiamo ADESSO e non dopo, domani o fra un mese… dobbiamo imparate dal tuo volo verso il cielo che se vogliamo dire TI VOGLIO BENE a qualcuno, bisogna farlo subito senza vergogna, senza aspettare un domani che forse non ci sarà… che se vogliamo chiarire amicizie interrotte per stupide litigate mai risolte perché siamo troppo pieni di noi, bisogna farlo ORA… che se abbiamo delle passioni non è giusto nasconderle, ma bisogna rischiare per portarle avanti il più possibile, come ADOLFO ha innalzato la musica.

    Inutile eliminare la cena propiziatoria, inutile soffrire soli in casa, inutile censurare i canti… l´unico modo per rispettare ADOLFO è vivendo la nostra vita al meglio, aiutando le persone in difficoltà, rispettando l´altro e sorridendo, sorridendo, sorridendo, donando felicità e gioia di vivere.

    Grazie per quello che hai donanto quando eri in VITA…
    Grazie per quello che ci stai donando ora che sei in VITA ETERNA.

    ciao

  13. nel Forum della Nobilissima - Francis Biggi #

    Adolfo
    23/4/2006 – 19.35 extramuros

    Non so perchè scrivo. Quasi tutti i partecipanti a questo sito non mi conoscono, il Calendimaggio è stato una parte importante della mia vita per quasi vent´anni, ma da anni, ormai ne sono distante.
    Vi era un legame, tra me e Adolfo difficile da descrivere e molto complesso. Io sono più vecchio di qualche anno, ma siamo nati lo stesso giorno, avevamo quasi lo stesso nome e abbiamo fatto quasi le stese cose. Abbiamo parlato tanto, per anni, a volte così, tanto per dire e a volte, invece, per immaginare e fare cose che, lo dico senza ipocrisia, hanno lasciato un segno. Il tempo ci ha separato, percorsi diversi e alla fine anche il linguaggio comune si era perso. Eppure, le rarissime volte in cui negli ultimi anni ci siamo parlati, al telefono per pochi minuti e di solito per discutere di problemi da risolvere, altre volte incontrandoci per caso, in luoghi impensabili, l´antica familiarità rispuntava. Non di rado accompagnata dal gusto dolceamaro di un´amicizia vissuta intensamente ma sfuocata dal tempo e dalla distanza. Da anni avrei voluto ritrovare il mio amico, anche solo per due giorni, per parlare tranquilli. Avevo domande da porgli e risposte da avere. A lui e no n ad altri. Anche ragioni da spiegargli e tante parole da spurgare.Avrei voluto raccontargli quanto il mio oggi è nato da cose, non tutte facili, che abbiamo detto e fatto. Forse ne sarebbe stato sorpreso, forse no. Credo che anche lui avrebbe potuto soprendermi, se avessimo parlato di noi. Invece, ci ha fregato il tempo, e la fame di vita. Adolfo era un taumaturgo,nel senso medievale del termine, cambiava il mondo intorno a se. Adesso il mio amico non c´è più. L´alchimista ha lasciato l´opera al rosso e si è portato via il suo mondo e un bel pezzo del nostro. Le risposte alle mie domande me le cercherò da solo. Ma sono convinto che anche lui sarebbe d´accordo con il fatto che, in fondo, è la stessa cosa.

  14. nel Forum della Nobilissima - Simone #

    Ne ero certo…
    23/4/2006 – 20.27 nobilissimus

    E´ da oggi dopo pranzo che ogni tanto butto un´occhiata al forum e, finalmente, quello che sapevo di trovare, prima o poi, è arrivato.
    Vorrei avere la tua spalla per potermi sfogare e, se ne avessi bisogno, potrai contare sulla mia.
    Il tempo e la distanza sono nulli, per me: oggi come ieri e domani.
    Il fratellino piccolo vorrebbe urlare, tanto forte da sembrare mille e non uno. Ma grazie alle tue parole il dolore diventa condiviso ed è un aiuto a sopportare meglio…
    Ti abbraccio fortissimo!

  15. nel Forum della Nobilissima - Simone #

    Mio fratello maggiore
    23/4/2006 – 17.00 nobilissimus

    Ho vissuto i miei primi diciotto anni come qualsiasi altro giovane che normalmente nasce, cresce e inizia a maturare. Poi, inaspettatamente, ho conosciuto il mio fratello maggiore. Così, all´improvviso, suonando al pianobar del vecchio Dragone: l´avevo già intravisto in giro, con gli amici e compagni di scuola di Santa Maria, vestito al carnevale del Circolo Subasio col costume della Banda Bassotti insieme a loro… uno che studia chitarra, mi avevano detto, molto bravo, suona il rock da dio… Abbiamo anche suonato qualcosa insieme a Cirimele alla batteria (Dave Brubeck, mi pare), e c´era stato subito un bellissimo feeling, col cuore, le orecchie, le mani, una sensazione totalmente nuova.
    Nel frattempo il Calendimaggio, l´amore bruciante per la musica antica, i primi pezzettini di recitato sulle Scene…
    Io suonavo il flauto e il salterio con i Menestrelli di Assisi, prima con Vincenzo e poi con Goffredo e Marco Tosti… poi – come succederà, purtroppo, ancora – cambiano le prospettive… non suono più anche se canto col coro di parte, Goffredo fa entrare nel gruppo Patrizia e mio fratello dando così i natali al futuro Ensemble Micrologus.
    Dopo Alia Musica, sono loro a insegnarci il ritmo della festa e io sono insieme a loro, spesso, a raccontare storie… E qui la strada si fa comune, nella musica, nello studio, negli spettacoli, nei concerti, nelle tournées, nelle cene, nei giochi.
    Per due indimenticabili anni siamo stati quasi inseparabili, tanto che una volta ci hanno anche scambiato l´uno per l´altro, per via di una qual certa somiglianza (magari per me!): i ricordi di quel tempo – lontano ormai vent´anni – e di tutte le altre situazioni che abbiamo condiviso da allora fino a oggi sono tutti scorsi nitidi davanti ai miei occhi nel primo minuto successivo a quando ho riabbassato inebetito il telefono.
    Mio fratello maggiore mi ha dato tantissimo e non ho avuto abbastanza tempo e occasioni per ripagarlo di quell´affetto, di quell´amicizia che sono così rari al mondo.
    A tutti mancheranno il suo riso coinvolgente, la sua passionalità, il suo rassicurante carisma e il regalo più grande che dobbiamo fargli è non pensare a una persona che si è allontanata troppo da noi (mi piace credere che certamente sta preparando un concerto con gli angeli) da non sapere quando ritornerà a trovarci: in ognuno ha seminato una parte di sé, e quella dobbiamo tirar fuori quando ci mettiamo in gioco, perché lo avremo vicino, sempre.

  16. silvia #

    sei tutta una vita, una vita di parole, di emozioni, di risate, di lacrime, di feste, di momenti tristi e di segreti condivisi. Anni che ci hanno visto cambiare e anche un po’ invecchiare nel fisico ma non mai nello spirito. Siamo stati i custodi dei segreti delle nostre anime, tu per me e io per te. Continueremo ad esserlo.

    Sei un amico presente in ogni momento, voce che ti parla e ti ascolta alle ore impossibili, quando tutto è nero come il cielo e non sai a chi dirlo…
    In uno dei tuoi più recenti messaggini notturni mi hai scritto “ogni volta che ascolto Peter Gabriel penso a te e alle notti a Colcaprile”.
    Anche se la vita mi ha portata lontana da Colcaprile continuerò ad ascoltare Peter Gabriel, e ogni volta che lo farò sarà con te.
    E non sarà l’assenza fisica ad interrompere quel lungo interminabile filo di vita che ci lega.
    Silvia

  17. Anna #

    Il piccolo principe strappò con una certa malinconia gli ultimi germogli del suo baobab.
    Credeva di non tornare mai più.
    Ma tutti quei lavori consueti gli sembravano, quel mattino,estremamente dolci.
    E quando innaffiò l’ultima volta il suo fiore, e si preparò a metterlo al riparo sotto la sua campana di vetro, scoprì che aveva una gran voglia di piangere.
    :” Addio “, disse il piccolo principe al fiore.
    Ma il fiore non rispose.
    “Addio” ripeté.
    Il fiore tossì.
    Ma non era raffreddato.
    ” Sono stato uno sciocco “, disse finalmente il fiore, ” scusami e cerca di essere felice”.
    Il piccolo principe fu sorpreso della mancanza di rimproveri. Ne rimase sconcertato, con la campana di vetro per aria. Non capiva quella calma dolcezza.
    ” Ma sì ti voglio bene”, disse il fiore, ” e tu, non l’hai saputo per colpa mia. Questo non ha importanza, ma sei stato uno sciocco quanto me. Cerca di essere felice. Lascia questa campana di vetro, non la voglio più”.
    ” Ma il vento…”
    “Non sono così raffreddato. L’aria fresca della notte mi farà bene. Sono un fiore”.
    “Ma le bestie…”
    “devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle. Se no chi verrà a farmi visita ? Tu sarai lontano e delle grosse bestie non ho paura.
    Ho i miei artigli”.
    E mostrava ingenuamente le sue quattro spine. Poi continuò :” Non indugiare così, è irritante. Hai deciso di partire e allora vattene”.
    Perchè non voleva che lo vedessi piangere. Era un fiore così orgoglioso…

  18. San Facondino #

    In molti hanno conosciuto Adolfo a Gualdo Tadino, qualcuno come Daniele in maniera più profonda altri un po’ meno, ma tutti hanno potuto conoscere la sua carica, la sua passione per la musica, per il Calendimaggio per la Nobilissima Parte. In tanti hanno potuto apprezzare il suo magnifico talento musicale in più di un’occasione, sia a Gualdo Tadino, sia ad Assisi, sia in giro per l’Italia e nel Mondo.
    Ma tutti sono rimasti colpiti allo stesso modo alla notizia della sua scomparsa. Quando Daniele mi ha chiamato per dirmi che Adolfo non era più tra noi non volevo crederci. lo vedevo ancora nella nostra taverna la sera che festeggiavamo la nostra vittoria nel Palio, la sua presenza discreta e intelligente. lo vedevo nel suo costume sul palco della piazza di Assisi per il Calendimaggio, non poteva essere vero. ed è stato lo stesso sentimento che hanno provato gli altri portaioli quando gli ho comunicato la notizia. purtroppo non sono potuto essere presente in occasione dell’ultimo saluto terreno ad Adolfo, ma non mi è stato possibile. voglio quindi ricordarlo a nome di tutti i portaioli di San Facondino su questo forum. ci sentiamo tutti vicini a voi della Nobilissima, a Mauro, ai Micrologus, alla sua famiglia. ci mancherà anche a Gualdo Tadino Adolfo…

    Per Porta San Facondino
    Salvatore

  19. Mauretto #

    …mi chiamava così, Mauretto, perchè il più piccolo, il nuovo arrivato, la spina!!!!!! Insieme a Pat, Gof e Gab mi hai fatto scoprire il mondo della musica medioevale quello che oggi vivo con passione, sentimento, impegno anche grazie a te. Ti considero il mio primo maestro, non solo per le cose che mi hai fatto conoscere e imparare ma anche per il tuo comportamento nei miei confronti. Anche antipatico qualche volta…ma sempre costruttivo! Sempre allegro e soprattutto sempre vivo. un abbraccio dal tuo Mauro

  20. Mio caro Ado, avrei una marea di cose da dirti, tante, TROPPE…

    Metto dunque tutto insieme in una sola frase, leggera come una piuma e al tempo stesso pesante come una montagna:

    NON TI DIMENTICHERO’ MAI !

    ZioFede

  21. marina #

    …che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
    E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spandersi libero alla ricerca di Dio?
    Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
    E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
    E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.
    -Kahlil Gibran-
    Ciao Adolfo!

  22. Pino Antonelli #

    Nei miei precedenti interventi c’è un refuso: celebrare con la L e non con la R. Il succo non cambia. Sembra che i musicisti abbiano un paradiso tutto loro. Forse il nostro Amico saprà finalmente la verità sugli antichi codici e, magari a ricreazione, si diletterà con un po’ di rock tra Jim Morrison, Jimmy Hendrix, Freddy Mercury, John Bonham, Keith Moon e tutti gli altri. Si dice anche che gli angeli zittiscano le loro arpe per ascoltarli. Cari amici Micrologus, continuate a regalarci un pizzico di paradiso in terra con la vostra musica. Un abbraccio a tutti Pino

  23. Matteo Mora "MezzoSini" #

    Ciao…
    vorrei cogliere questa grande occasione che è questo blog x dire alcune cose ke ho tenuto dentro me sin dal giorno in cui ho conosciuto Adolfo e ke non ho mai avuto il coraggio di dire a nessuno…
    innanzi tutto posso fieramente affermare di avere avuto l’onore di essere stato un indegno allievo del garnde Adolfo…e anke se non glielo ho mai detto io stimavo lo stimavo veramente e lo faccio ancora, sia come persona sia come maestro tanto ke è diventato un’idolo x me…una persona da seguire e da imitare… mi mancheranno tutte le volte che mi kiamava testolina di c***o perchè scrivevo le note in lettere sotto a quelle ke lui mi scriveva sul quaderno pentagrammato durante le spassosissime ma intense due ore settimanali che passavamo insieme (anke con Alessandro Masciotti e tanti altri…)… mi mancheranno le sue risate, le sue battute, le sue esibizioni…. ma la cosa che personalmente non dimenticherò mai è stato quando mi ha fatto i complimenti perchè sono riusito a suonare al primo colpo il suo magico liuto…certo quello ke ho suonato io era niente in confronto a quello che lui sapeva fare…ma il fatto che lui sia rimasto contento della mia pur scarsa e indegna esibizione mi ha reso felice e ha fatto tornare in me quella voglia ormai repressa di fare musica…grazie a lui ho riscoperto quell’arte che non ti abbandona mai e che ti tira su nei momenti di bisogno…quell’amica che non ti tradirà e non ti deluderà mai…la musica…la cosa che forse Adolfo aveva più a cuore, la sua passione…una passione che è riuscito a trasmettermi grazie alla sua personalità e al suo modo di fare e di insegnare tutto quello che sa….
    grazie Adolfo, grazie a tutti coloro che mi hanno permesso di conoscerlo a fondo, grazie ache a tutti coloro che hanno ideato questo blog…grazie davvero amici…rimarrete x sempre dentro il mio cuore
    ciao Adolfo…spero di rivederti prima o poi…non so dove…non so quando quando ma spero di farlo…
    la tua testolina di c***o
    MezzoSini

  24. un amico #

    Adolfo, non so se dove sei ora ci siano liuti da far cantare, corde da accarezzare, idee per cui lottare, cuori da amare; non so se possa coltivare il tuo gusto per la bellezza, se ci siano armonie da cogliere e far risuonare, se la tua grande anima possa librarsi e distendersi, come una melodia, sulle cose del mondo.
    Non ho queste risposte, né il coraggio di darmene di mie.
    E’ bello pensare che niente abbia fine, che ci sia sempre un domani, che almeno una favola abbiamo il diritto di tenercela anche da grandi.
    Eppure, ad un animo arido, la fontana della consolazione non dispensa refrigerio, ma solo ulteriore malinconia.
    Preferisco, se tu me lo permetti, pensare ai nostri giorni sulla terra come gli unici di cui disponiamo, con certezza.
    E di questi giorni, qualcuno felice e molti amari, tu sei stato un testimone grande, un uomo vero e generoso, e che, da vero artista, della propria breve esistenza non ha fatto alcuna economia.
    Grazie per quello che mi hai dato; non passa giorno che un ricordo non affiori dall’oblio della quotidianità, che un tuo sorriso, una telefonata, una gentilezza, non si dipingano nitidamente sulla tela della memoria.
    Ciao, Adolfo.

  25. Carissimo Adolfo, carissimo amico, carissimo fratello,
    ti ho chiesto pochissimo tempo fa se volevi venire a suonare con me a Milano al Paolo Pini, il grande concerto che tutti gli anni si tiene per il 25 Aprile, dove arrivano tutti i manifestanti che durante la giornata hanno festeggiato la Liberazione e tu mi hai detto: ” Mi piacerebbe un sacco essere lì a suonare la nostra versione di Luglio Agosto Settembre Nero col pugno alzato, però ho un sacco di cose da fare, c’è da finire un montaggio del disco nuovo di Micrologus e mi sa che non ce la faccio…” e sempre riguardo a questo concerto mi hai scritto un sms nella notte del 22, alle 02, 45. Comincia con “Cara Checca” e finisce con ” ci sentiamo domani sul tardi”….Poi nella mattina mi ha svegliata Mauro con la notizia alla quale non volevo credere.
    In verità non sapevo se partecipare a quel concerto del 25 Aprile ma dopo la profonda disperazione ho capito che lo dovevo fare. E ti ho portato con me su quel palco, in una diretta di Radio Popolare, davanti a me i 15.000 circa del popolo della Liberazione ai quali ho parlato di te e che ti hanno applaudito perché hanno saputo che eri contro ogni guerra “senza se e senza ma” e che usavi la tua gentilezza e che attraverso la forza della cultura e la musica operavi la tua pacifica quotidiana rivoluzione. Ti hanno applaudito e allora ti ho cantato quei pezzi di Demetrio Stratos, quelle note dalle quali eravamo partiti in quel dato giorno che ci siamo rinchiusi nello studio di registrazione e abbiamo partorito insieme il nostro disco (ti ricordi? Un giornalista ti ha anche paragonato a Peter Gabriel e ne eri felice)
    Ti ho cantato Cometa Rossa, uno di quei pezzi che hai suonato con noi a Firenze con la tua splendida chitarra elettrica! Quella sera è stata magica ed emozionante e ci eravamo detti di farne ancora tanti di concerti così insieme.
    Mi hai voluto bene, mi vuoi bene come un fratello e anch’io te ne voglio. Sarai per sempre nelle note che canterò.
    Ti voglio tanto bene, per sempre,
    Checca

  26. Marco Pentiricci #

    Ciao Adolfo, ho avuto il privilegio e la gioia di suonare insieme a te per anni quella musica progressive che tanto hai amato, abbiamo passato notti intere a provare suoni, effetti e magiche melodie. La tua disinvoltura nel passare dalle chitarre elettriche alle classiche era per me sconvolgente e ne restavo ogni volta affascinato così come restavo colpito dalla tua dirompente allegria, le continue battute e risate. Nel tempo sei rimasto per me un amico e voglio conservare e custodire quella tua immagine sorridente dentro di me. Come è strana la vita, proprio ora che si era deciso con tutti gli altri “ragazzi” di riprovare, dopo quindici anni, a ricreare nuove magie sonore tutti insieme tu non sei più qui. Porto un grande dolore nel cuore. Ti dico ciao caro amico è il tuo “vecchio pentex” che ti saluta.

  27. ciao socio
    beh se devo essere sincero questo tuo ultimo scherzo non mi e’ piaciuto per niente.e cmq sappi che qui’ stiamo davvero tutti di merda ma davvero di merda e ti assicuro questa volta non sto’scherzando. Ieri sera ero a cena con Paolo Conte mi ha raccontato la barzelletta del piu’ grande campione di football che sia mai esistito al mondo tale ignazio fernandez, argentino superiore di gran lunga a maradona STRAORDINARIA. te l’ho girata subito come sempre via mex.
    Ascolta socio io voglio davvero pensare che sia soltanto una burla una delle tue solite maledette burle perche’ se tutto questo e’ vero allora e’ davvero un casino un grandissimo casino
    SOCIO… senza te qui’ e’tutto completamente diverso e sottolineo completamente diverso lo capisci vero e poi non vorrai mica che io smetta di giocare a 50 anni
    .ci manchi cazzo ci manchi da paura
    vorrei soltanto svegliarmi domani e rendermi conto di aver fatto uno dei sogni piu’ brutti della mia vita

  28. Marco Becchetti #

    Quando vola via un musicista si perde un mondo intero di emozioni e passioni una tavolozza infinita di colori conquistati con impegno e dedizione a quella che io chiamo la dolce maledizione che ci abbraccia al nascere e ci accompagna nell’ultimo volo.Sono solo un musico né de sopra né de sotto uno che ha fatto come te della musica una scelta di vita e la notizia della tua scomparsa mi ha riempito di tristezza. L’ età,la mia passione e qualche breve incrocio di cammino mi hanno avvicinato a te e ora mi trovo in bocca l’amaro di chi con te ha condiviso molto di più. Il mio pensiero é andato anche a loro che per sempre e con dolore vedendo un liuto appoggiato alla seggiola, vivranno l’attesa di un collega e di un amico che non tornerà più.
    Ciao Adolfo

  29. Simone S. #

    torno dall’inferno.. ma sono quì, in un dormiveglia di pace dove la felicità è una strada che conduce a sogni musicali e un posto vicino al finestrino da dove poter guardare in silenzio
    Cari amici.. Patrizia, non posso disgiungervi da Ado, siete tutt’uno nella forza, nel coraggio, nella caduta. Non posso tacere l’orgoglio di aver condiviso miserie e altezze con chi ha saputo cambiarmi la vita.
    Ado.. saresti divertito dalla mia ennesima birra, saresti incuriosito dalla mia canzone triste?
    Simo

  30. Alessandro Parise #

    Apro ora il booklet del cd “Napoli aragonese” e trovo la tua dedica: “A Don Alejandro: Vielle di tutto il mondo: UNITEVI!”. Inconfondibile..! E mi ricordo ancora la tua risata di quel momento in cui io iniziavo ad interessarmi alla musica medioevale, ad Urbino, dove cominciavo a studiare in maniera approfondita il mondo affascinante di questo periodo musicale che poi ha così tanto influito nella mia vita di musicista. Con te, con Gabri, Patrizia e Goffredo. Partire bene è importante e posso ritenermi fortunato di aver cominciato voi.
    Ti voglio ricordare col tuo liuto, e mentre suoni non solo suonano le tue mani, le tue dita; tutto in te suona, tutto è musica: gli occhi, il sorriso che contraddistingue chi fa musica divertendosi, le movenze del tuo corpo che seguono ciò che la musica suggerisce…ti voglio ricordare mentre vivi la musica che stai suonando…cosa c’è di più bello?
    E quando magari abbraccio la mia viella per suonare una cantiga o un saltarello, voglio immaginarti vicino e suonare un po’ con te.

    Ciao Ado

    Alessandro

  31. pa #

    Dolce amico
    Ti ho conosciuto nel 1981 quando sei appena arrivato a vivere in Umbria da Roma,io da sempre appassionata di musica antica avevo cominciato a cantare con il gruppo Alia Musica e tu giovane diplomato in chitarra classica,cominciavi a suonare con” l’Estate di San Martino”,il rock progrssivo.
    Da allora non ci siamo più lasciati.
    Venne a te l’idea di coinvolgermi nella formazione di Micrologus dopo che avevi ascoltato la registrazione di un concerto che avevo fatto ,ospite,dei Menestrelli di Assisi dove avevi cominciato a suonare chiamato da Goffredo,con lui avevi anche messo in piedi un duo chitarra classica e flauto traverso

    Tu scherzando dicevi sempre:”Bovi,ti ho dedicato gli anni migliori della mia vita”,ed io ti rispondevo :”se è per questo,anch’io, e dovresti essere felice di avermi incontrata” e lui:”…è stata la tua fortuna!” e i nostri scherzi hanno continuato su questo tono per questi 25 anni.

    Una cosa è certa,siamo stati fortunati ad incontrarci noi quattro,con le nostre caratteristiche così diverse
    Ma con una passione comune ed una gioia di fare la musica che tanti ci hanno invidiato.
    Qualche giorno fa mi hai mandato un messaggio che diceva:”sto guardando le prove delle ragazze del gruppo danza,hanno messo trenta volte J’ai pris amour e mi è venuto un momento di malinconia,quanta strada abbiamo fatto insieme!stiamo invecchiando!!
    Io ti ho richiamato un po’seccata dicendo:”parla per te!!! Io sono una ragazzina” E lui:” Bovi hai solo tre mesi meno di me!” lo dicevi ridendo e prendendomi in giro.poi mi hai raccontato una delle tue barzellette che io conoscevo a memoria ma che non avevo il coraggio di dirtelo, visto che ti divertivi come un bambino e ne ridevi come fosse la prima volta…
    Conoscevo tutto di te,conoscevi tutto di me.
    Tu sai quanto mi mancherai, le nostre telefonate di 118 minuti, le lunghissime chiacchierate durante i nostri innumerevoli viaggi, le tue spiegazioni scientifiche sui frattali o sul big bang,…le mie inutili raccomandazioni :”Adolfo basta co’ ste sigarette” “Vai a dormire!”
    La musica insieme.
    Pensavo che ci saresti sempre stato…questa data ,il 23 aprile 2006 non era prevista nel mio calendario.

    Addio ragazzo gentile, testimone della mia vita
    Canteremo ancora insieme
    dispersi e poi legati
    in catene di energia
    tornando alle stelle
    pa

  32. daniele sepe #

    Per un buon compagno

    Se n’ è andato Adolfo. Fondatore dei Micrologus, grande musicista e sincero comunista. Con lui e il suo gruppo avevamo registrato ultimamente Kronomakia, lo spettacolo che più mi piaceva fare dal vivo. Ultima discussione davanti a una pizza al calderone sugli anni settanta e la violenza. Mi aveva mandato un messaggio per tentare di convincermi di andare comunque a votare. E c’ era riuscito. Per me è davvero una grossa perdita. persone come lui sono rare da incontrare.

  33. Sergio #

    #

    Ho conosciuto i Micrologus (per limiti soltanto miei) solo da cofanetto con un cuore di cioccolato ed un estratto dal CD “In festa”. Scopro di recente che il sodalizio tra musica e cioccolata fu un’espressione dell’amore tra Adolfo e la sua donna. Fu il primo disco che, a fine 1999, suonai sul mio impianto hi-fi tornato a funzionare dopo il terremoto. Fu una folgorazione. Conobbi Adolfo a a Spello, una mattina in cui a casa di Gabriele facevo il pieno di tutti i dischi Micrologus di cui disponeva. L’aspetto burbero non corrispondeva alla persona. Mi parlò di cose che allora non immaginavo nemmeno, soprattutto della grande spiritualità della musica antica. Il primo concerto cui assistetti, a Roma, Oratorio del Gonfalone, si intitolava “O tempo bono”. Come l’ultimo. Fino al 2003 seguii i Micrologus quali esclusivamente dai dischi che man mano riuscivo a reperire, deluso dai pochi concerti di cui ero venuto a conoscenza, entrambi di “contaminazione”, uno con il Banco del Mutuo Soccorso, uno con Daniele Sepe, entrambi a Villa Fidelia, seppure a Trevi abbia potuto ascoltarli nel Llibre Vermell. Il ghiaccio si ruppe a seguito del’ennesima contaminazione che dovetti subire, ad Agosto 2004 a San Felice di Narco. Adolfo mise in funzione uno strumento nero elettronico che secondo me strideva con l’armonia dei delicati strumenti acustici. Gli scrissi dicendo “se avessi saputo che si trattava di un concerto rock, non sarei venuto”. Adolfo mi rispose con una lunga email, in cui era evidente il suo intento di spiegare, di far capire e di farsi capire, di entrare in sintonia. Da allora è nata una amichevole cordialità. Non perdo un’occasione di ascoltare i Micrologus quando suonano entro un raggio praticabile. Ad Adolfo ho anche dato il voto di preferenza in occasione delle ultime elezioni regionali. Nutrivo per lui un certo rispetto, quasi un timore reverenziale. Passo dopo passo, però, stavamo acquistando una minima confidenza. La sera del concerto di Terni, il 10 Aprile, mi aveva accompagnato a Foligno in macchina insieme a Gabriele. A Polino, l’ultima sera, mi aveva fatto ascoltare in anteprima un brano dal disco appena finito di registrare, in cuffia direttamente dal computer. Grazie al’invito che avevo ricevuto dal sindaco di Polino, dopo il concerto avevamo cenato allo stesso tavolo, in un clima disteso, sereno e confidenziale. Le distanze si stavano accorciando. Peccato, non ci saranno altre occasioni. Il giorno dopo l’ho visto riposare per sempre con il suo liuto, con espressione serena. Non dobbiamo dolerci di averlo perso ma gioire di averlo avuto.

  34. Sergio #

    Questa la prima email che ricevetti da Adolfo, il 4 Agosto 2004, dopo avergli scritto, a proposito del concerto di San Felice di Narco di due giorni prima: “se avessi saputo che si trattava di un concerto rock, non sarei venuto”.

    Gentile Amico,
    La ringrazio per il commento al concerto dell’altro ieri, perchè è estremamente salutare per dei musicisti confrontarsi con il proprio pubblico, soprattutto quando ci sono crtiiche circostanziate come nel Suo caso. Le rispondo quindi molto volentieri, anche perchè sono stato il maggior ideatore (responsabile?) degli arrangiamenti “non ortodossi” del concerto di S. Anatolia. Le cose da dire sarebbero moltissime, ma mi limiterò all’essenziale, rimandando magari ad un colloquio diretto un maggior approfondimento. Due brevi riflessioni. Primo, noi, come chiunque si dedichi all’interpretazione della musica antica – ed in particolare di quella medievale -, facciamo in realtà delle ipotesi interpretative. Per quanto ci riguarda, seppur basate su una rigorosa prassi scientifica, sullo studio musicologico, paleografico, sull’indagine storica, la comparazione con l’etnomusicologia e quant’altro, sempre di ipotesi si tratta! Non abbiamo – e non abbiamo mai avuto – la pretesa di detenere “verità” di alcun tipo. Pensiamo di operare in maniera seria nella ricerca ed, appunto, nell’elaborazione di ipotesi interpretative. Personalmente, anche per convinzioni ideali, se vuole ideologiche, non concepisco alcuna gerarchia tra le espresioni culturali (musicali, artistiche ed altre), quindi non credo abbiano significato espresioni come “grande musica”, né “vera musica”. In questo mi sento molto in linea con quanto affermato da Igor Stravinskij “non esiste musica bella e musica brutta, esiste solo musica fatta bene e musica fatta male”. Noi cerchiamo di farla bene… In secondo luogo, a mio avviso viviamo in un epoca con seri problemi di tipo siociologico per quanto riguarda la musica ed in generale la produzione e distribuzione culturale. Mi spiego meglio: ogni epoca ha prodotto e fruito di musica contemporanea, ossia in Spagna alla fine del XIII secolo si suonavano ed ascoltavano le Cantigas (insieme ad altra musica di cui poco o nulla sappiamo), a Firenze alla fine del trecento si cantavano loe ballate di Landini, ma nel primo quarto del XV secolo il musicista in voga era Dufay, poi Josquin, poi Isaac, poi Agricola ecc. Quello che voglio dire è che le mode musicali si sono sempre succedute rapidamente, seguendo il concetto di contemporaneità. Oggi, chi Le scrive suona per professione musica di sei, sette otto secoli fa… Credo che il XX secolo (ed anche il XXI appena iniziato) per quanto riguarda la cultura sia ancora troppo influenzato dal Romanticismo, da questo senso di riappropriazione delle “antiche radici” di cui ci dobbiamo riappropriare perchè quello che produciamo non le contiene più. I tentativi sperimentali proposti a S. Anatolia erano questo, attualizzare nei suoni e nelle strutture elementi melodici, modali e contenuti testuali di sette e più secoli fa. Non credo sia più scandaloso di utilizzare strumenti arabi per eseguire musica fiorentina del ‘500, cosa fatta in un disco di un gruppo francese che ha per giunta vinto premi discografici!!! (a puro titolo di esempio). Non discuto assolutamente la Sua preferenza per le nostre interpretazioni “filologiche”, che d’altronde sono il 98% della nostra attività; rispondo solo alle obiezioni sollevate, cercando di argomentare (spero di essere stato il più possibile esaustivo). Se crede, sono assolutamente disponibile ad approfondire la discussione. Grazie ancora del cortese contatto e soprattutto per l’interesse con il quale segue le nostre produzioni ed i concerti.

    Un cordiale saluto, Adolfo Broegg.

  35. Teo #

    Ciao Ado,
    ti saluta un ragazzo che ti ha conosciuto solo lo scorso Calendimaggio… “conosciuto” è una parola grossa, spesso non bastano mesi per capire una persona. Ma di te certe cose è bastato uno sguardo, ancor prima che una parola, per averle chiare e immediate: come “nuovo arrivato” mi son trovato in una allegra compagnia di musici, compagni dei pasti del buon Checco… ma se ancora non conoscevo nessuno, era immediato rivolgermi a te, al tuo accogliente carisma, alla tua voce spiritosa e buona.
    Poche settimane fa ci eravamo sentiti per mail… in cui si diceva ci si sarebbe ribeccati in questo Calendimaggio 2006. Nella bella esperienza dell’anno scorso, eri tra i volti che più spiccavano, che l’avevano resa così speciale e magica.

    Mi spiace davvero…

    qui e nei miei pensieri, per quanto valga, ci son però sempre un sorriso ed il ricordo di un incontro che mi tengo stretti.

  36. Io penso che sia giunto il momento di istituire il “Micrologus Fan Club”. Patrizia, ti prego, non commentare!

  37. liana #

    Come Adolfo sono arrivata da Roma qualche anno fa in Umbria, terra ricca di storia e cultura, che mi ha conquistato e che ho scelto come mia casa. Con Mauro ho conosciuto la musica antica e ho imparato ad amarla. La colonna sonora della nostra storia e della nostra vita sono le cantigas, la musica aragonese, le laude… il Micrologus, oltre che un gruppo di amici, è un punto di riferimento per noi, una realtà insostituibile.
    Adolfo voleva che questa realtà vivesse, perchè era il centro della sua vita, un figlio, un grande amore.
    La sopravvivenza di questo albero (è il simbolo del Micrologus, non a caso) è affidata alle nostre cure, a quelle di chi come me ascolta, a quelle di chi deve raccogliere e proseguire gli studi, a quelle di chi ha il dono di saper fare musica.
    Grazie Adolfo per averci lasciato questa eredità, spero davvero che sapremo gestilra e farla fruttare.
    Liana

  38. gia #

    … una lacrima scende sul mio viso, un groppo mi stringe la gola…
    ti penso Ado, ricordi la prima volta che ci siamo conosciuti?
    Una serata caldissima, ero a cena a Col Caprile, Joe Jakcson che suonava, un risotto alle fragole e tanta voglia di stare insieme (ti ricordi Pa?). Poi in piena notte sei arrivato tu, ti sei seduto vicino a me e, come se ci conoscessimo da una vita, abbiamo cominciato a parlare, mi hai fatto un milione di domande: qual’era la musica che preferivo, quale il cantante, che cosa facevo nella vita, quali erano i miei sogni, cosa studiavo…..Anch’io ti ho riempito di domande e, nel brevissimo arco di una notte, siamo diventati amici per sempre.
    Poi un giorno Pa mi ha parlato di festa fiorentina, di tutte le sue ricerche e del grande progetto che stavate pensando. Mi ha detto che se mai fosse riuscita a metterlo in scena mi avrebbe coinvolto… e una sera, mentre eravamo a cena da lory mi avete dato la bella notizia: “Partiamo in Corsica per montare lo spettacolo e tu sarai dei nostri”… così è cominciata la nostra “festa fiorentina”.
    Di colpo ci siamo ritrovati sulla nave, ti ricordi quanto abbiamo cazzeggiato insieme? Siamo stati dieci giorni a Pigna vivendo ogni momento del giorno e, soprattutto della notte, quando rimanevamo a parlare ore devanti alla chisetta del paese con Pa e Gabry. Poi è arrivato il momento della partenza, ricordi? Il nostro incidente con la tua macchina, per guardare l’ora sul cellulare, Carles che in preda all’ansia ha abbandonato il nostro mitico veicolo e noi, rimasti finalmente soli, abbiamo fatto tutto il viaggio insieme con gli elastici a tenere chiuso lo sportello ammaccato, la musica a palla e tutte le sigarette che potevamo fumarci insieme perché nessuno ci rompeva le palle… viaggio indimenticabile! Da lì è cominciata la nostra follia dei viaggi insieme: in Slovenia, fino alle cinque del mattino a parlare sdraiati sulla hall di quel fetido albergo; ad Anversa, totalmente ubriachi, con Pa che ci attanagliava con il suo uovo sodo armai tutto rotto e a Brouges, nel mitico pub a bere birra fino alle quattro di mattina mentre lanciavi imprecazioni per la pioggia incessante.
    Mi sembra ancora assurda l’idea che tutto questo non ci sarà più, sento ancora la tua voce che mi chiama “seccaccio maledetto”, vedo ancora le tue mani suonare il liuto e, con uguale precisione, rullare sigarette, sento il tuo profumo inconfondibile, vedo il tuo splendido sorriso pieno di vita… mi manchi Ado… ti voglio bene…

    il tuo seccaccio maledetto

  39. gabrillo #

    Mi sento un cretino, poi mi viene da ridere guardandomi piangere come un bambino, da solo davanti al computer

  40. Antonio e M.Antonietta #

    “Incomincia il pianto della chitarra.
    Si rompono le coppe dell’alba.
    Incomincia il pianto della chitarra…”F.G.Lorca

    Ciao Adolfo, caro Amico e Maestro!
    Antonio e M.Antonietta

  41. Donatella #

    Difficile trovare le parole per esprimere l’emozione provata in occasione di un breve incontro, illuminato dalla tua cordialità e dal tuo sorriso. Difficile riempire il silenzio e il vuoto che lasci.
    La tua musica riuscirà per sempre a sentirti vicino.

  42. umberto #

    IN MEMORIA DI ADOLFO BROEGG

    Cari Patrizia, Goffredo e Gabriele, e caro Maurosento di scrivervi insieme perché tu Patrizia insieme a Goffredo e Gabriele siete la famiglia intima e artistica di Adolfo, e tu Mauro, per la Parte de Sopra, rappresenti la famiglia degli affetti allargati.Adolfo si muoveva in questi ambiti: nella prima, nel Micrologus, si è formato uomo e artista, nella seconda amico e compagno di gioco. L’una completava l’altra, almeno nell’animo di Adolfo.Io come tutti piango dolorose lacrime. Dopo Orietta, Leonello ed ora Adolfo. Chi vuole interpreti l’oscura volontà del fato, altri nella fede chieda la risposta che consola.Io piango sordamente la privazione che verrà per l’assenza fisica della persona e dell’artista, incolmabile. Soprattutto piango per l’ancor giovane età di Adolfo stroncata con rabbiosa violenza quando tutto sembrava procedere per il giusto: il lavoro, l’arte, la politica, le amicizie, l’amore.Io piango silenziosamente per non aver saputo esprimere ad Adolfo maggiore e compiuto affetto e stima.Io piango amaramente per non essermi con maggiore fermezza ribellato alla gretta cattiva volontà di chi ha negato l’assisanità di Adolfo e il suo riconoscimento di partaiolo attivo.Io piango luttuosamente per sua mamma e per chi l’ha amato.Adolfo era buono.Una volta tu, Patrizia, mi dicesti che non sapeva dire di no a nessuno. Dobbiamo completare la frase: perché non voleva dire di no a nessuno.Nei giorni del lutto è inevitabile esprimersi anche con retorica. Ma nel caso di Adolfo dobbiamo convenire, perché la sua vita lo testimonia, che egli era proprio un uomo buono.I tempi che viviamo purtroppo non stimano sufficientemente persone dall’animo buono, perché l’identificano con debolezza o passività. Adolfo è stato un uomo deciso e volitivo, ha scavato la sua vita con coraggio combattivo, non con l’uso della forza fisica ma col sorriso e la bonomia del suo animo.Cosa ci resta?L’affettuoso ricordo. La sua arte. Le esperienze comuni. Le risate insieme. Tanta musica.E poi?Il lutto è uno stato grave e doloroso per essere turbato da espressioni o atteggiamenti esteriori e comuni. Il tempo acuirà la ferita. In altri potrà lenire e cicatrizzare. Noi, se vorremo rendere giustizia alla sua memoria, ché non sbiadisca col passare dei giorni…, dovremo cercare privatamente e nella comune riflessione sulla persona, uomo e artista, l’eredità di vita che egli ci ha lasciato: Adolfo è stato spontaneamente una forza aggregante disinteressata e generosa che non ha mai, ripeto mai!, provocato attriti né divisioni.Ha testimoniato questa semplice grande verità: la Bellezza che noi tutti ricerchiamo nello stare insieme può nascere non dalla circostanza artistica né dall’esito di un’effimera festa, ma dalla positiva qualità manifestata nel proporre noi stessi, l’uno con gli altri. Ecco la sua alta eredità. Se saremo capaci di proseguire nel suo esempio di vita, allora queste nostre lacrime diverranno di gioia per la fortuna di aver conosciuto Adolfo Broegg
    Umberto
    Assisi, 30 aprile 2006

  43. goffredo maria copparoni #

    oramai piu lontano dalla vita assisana talvolta, in riunioni o salotti piuttosto noiosi, mi è successo cosi per caso che venisse fuori la parola MICROLOGUS… “sapete” dicevo “io li conosco” ed Adolfo “è un maledetto compagno che io adoro”. questo per farmi vanto..
    poi dentro di me, ad ogni ricordo, veniva fuori il mio vero vanto: aver conosciuto una persona con doti umane ed artistiche fuori dal comune, mai arrognate come lo sono invece io, sempre pronto a fare l’atto proprio degli illuminati…..IL DONARE. Donare è un privilegio di pochi. tu lo avevi.
    mai invidiato tanto gli angeli….
    goffredo

  44. Lorena #

    Ieri ho provato a riascoltare “A madre do que livrou”, il mio brano preferito ma ho dovuto interrompere quasi subito perchè non provavo la solita dolce malinconia che mi trasmetteva quel brano ma solo tristezza, dolore, lacrime. Sono sicura però che verrà il momento in cui riprenderò ad ascoltare la musica dei Micrologus perchè sarà per me uno dei migliori modi per ricordare Adolfo e non dimenticarlo mai.
    Dolce Adolfo, ricordo il tuo sorriso, la tua gentilezza, allegria, simpatia, il tuo essere solare e generoso con tutti. I periodi che abbiamo trascorso insieme condividendo l’amore che ci accomunava per la musica e per la danza antica, sono stati tra i più belli e divertenti della mia vita.
    Ciao Adolfo, mi piace immaginarti lassù fra le “stelle splendenti” mentre parli con i vari musicisti….Landini e tutti gli “anonimi” a cui ora potrai dare un nome. Li conoscerai tutti quegli “anonimi” la cui musica hai studiato con tanta passione e chissà quante belle chiacchierate farai con loro riguardo alla musica antica, quella musica che, per merito tuo e del Micrologus, abbiamo imparato ad amare, la “tua” musica.
    Un abbraccio grande a Patrizia, Gabriele e Goffredo

  45. Cher Adolfo,
    J’espère que tu continues toujours à bien t’amuser là où tu es, même si tes amis ne t’ont pas encore rejoint.
    Je n’oublierai jamais ton sourire bienveillant quand on a joué Robin et Marion et j’ai envie de te faire plein de bisous!
    Salut!!

  46. Cher Adolfo,
    Continue à bien t’amuser là où tu es, même si tes amis ne t’ont pas encore rejoint.
    Je n’oublierai jamais ton sourire bienveillant quand on a joué Robin et Marion et j’ai envie de te faire plein de bisous.
    Salut!

  47. Massimo Damiani #

    Che la terra ti sia lieve…..

  48. Luca Piccioni #

    E’ passato circa un mese e solo ora riesco a scrivere qualcosa…

    Non so quando ti ho conosciuto ,non ricordo una data precisa o una presentazione ufficiale ,forse a casa di Vincenzo…non so.
    Quello che so per certo è che se ora suono il liuto è perchè il tuo liuto suonava.
    Reputandomi figlio del Calendimaggio ed essendo innamorato di questo strumento non posso che reputarmi figlio della tua musica e tu sai quanto sia difficile ammetterlo, per un SanPietrino.
    Già…
    la faziosità forse ha rallentato una conoscenza più sincera e quando questa sembrava arrivare…non c’è stato più tempo.
    Rimane uno sconcertante senso di vuoto, la perdita di un’occasione…
    non te l’ho mai detto ma conoscevo le distanze dei tuoi cori, la tensione, gli spessori delle corde. Poi quando ho deciso di chiamarti per un cd-rom che tu possedevi (l’avevo scritto sulla lista del liuto di zioFede) mi sono reso conto di quanto tempo avevo perso.
    Il cd-rom mi interessava ma ammetto che era anche un piccolo espediente per parlarti, conoscerti e vedere la tua reazione.Mi hai accolto nella tua casa, mi hai offerto un caffè (non era un granchè l’avevi riscaldato) e abbiamo parlato.
    Da quel giorno ti ho chiamato altre volte ti ho chiesto consigli sul budello e avevi accettato volentieri di firmare la mia domanda per l’esame di liuto al conservatorio.
    Ho bussato timidamente alla tua porta e si è spalancata…

    a cosa è servito?
    ad un rimpianto?
    qual è il senso di uno strumento che non suona?

    Avevi in mente un progetto e me ne hai parlato.

    Hai detto che mi serviva un liuto basso per questa cosa.

    Lo chiuderò a giorni e la tavola armonica porterà la tua dedica.

    Ciao
    Luca

  49. Adele #

    Quando mamma mi ha dato la notizia per un’attimo non volevo crederci….pensavo mi stesse prendendo in giro.
    Invece no…….
    E pensare che gran parte della mia infanzia l’ho vissuta tra cd e concerti de Micrologus…….
    Una delle poche cose che ricordo…era un concerto al Flavio Vespasiano qui a Rieti…è il ricordo di lui più chiaro che mi è rimasto……
    ciao
    Adele Fusacchia

  50. ciao socio
    oggi e’un giorno importante e per me continuera’ ad esserlo per sempre.
    sicuramente saremmo stati insieme a festeggiare e a scazzeggiare come spesso ci succedeva, li’ a conterderci il CHE ed albertone
    sei con noi sempre e comunque perche’ non potra’ mai esiistere 14 o 15 giugno senza di te.
    ciao socio