Micrologus

IN FESTA

sabato 28 dicembre 2019

Ore 21,00 -Teatro Subasio

IN FESTA 

Concerto di festa per i 35 anni del gruppo

MICROLOGUS (Italia) e ospiti

(musica medievale) 

Patizia Bovi – canto, arpa

Goffredo Degli Esposti – zufolo & tamburo, flauti, cennamella, cornamusa

Gabriele Russo – viella, ribeca

Enea Sorini – canto, percussioni

Gabriele Miracle – dolcimelo, percussioni

Peppe Frana – liuto

Il Micrologus, fondato nel 1984, festeggia i suoi 35 anni e i 10 anni di attività del Centro Studi Adolfo Broegg, con questa serata che è allo stesso tempo un concerto di musica medievale e una festa con tanti amici e ospiti, a sorpresa, sul palco. IN FESTA, titolo di un suo CD di successo, è solo uno dei numerosi spettacoli e produzioni (oltre 60), che ha portato Micrologus in concerto in Italia e nel mondo. Grazie alle loro ricerche ma anche ad un approccio vitale alla musica, unito all’attenzione nella restituzione di repertori dal 13sec. al 16sec. nei loro contesti funzionali, ha permesso di far apprezzare la musica medievale ad ogni tipo di pubblico.

Al concerto seguirà un rinfresco presso il Centro Studi Adolfo Broegg per festeggiaree brindare insieme.

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Canti dell’Antico Mare 28/12/2018

venerdì 28 dicembre 2018

Ore 21,15 – Chiesa di Sant’Andrea

CONCERTO D’INAUGURAZIONE: musica medievale

CANTI DELL’ ANTICO MARE 

L’amore sacro e profano nei modi del Mediterraneo

PRIMA REGIONALE

INGRESSO LIBERO

Micrologus (Italia)

ospiti

Coro CANTORIA MEVANIAE

Dir. Elga Ciancaleoni

MICROLOGUS

Patrizia Bovi: canto, arpa, tromba dritta

Goffredo Degli Esposti: zufolo e tamburo, flauto traverso, cornamusa, cennamella

Gabriele Russo: viola, ribeca, tromba dritta

Peppe Frana: oud (liuto arabo), guinterna 

Enea Sorini: canto, percussioni

Canti dell’antico mare è un concerto incentrato sui repertori medievali e tradizionali dei paesi mediterranei (“l’antico mare”). Si apre con le “Cantigas de Amigo”, una serie di canti d’amore in lingua gallego-portoghese, giunte a noi in numero elevatissimo ma prive di notazione. In quelle scritte da Martin Codax, un trovatore galiziano del XIII secolo, vi è una donna, sofferente per la lontananza del suo uomo (chiamato amigo amado), che tiene un dialogo con il mare, le onde, la madre, la sorella e le sue amiche, in una continua variazione di versi e melodie affascinanti per la loro essenza miniaturista.

Seguono alcuni poemi arabo-andalusi e sefarditi, cantati secondo gli stili della prassi della Spagna duecentesca. Si conclude con le Cantigas di Santa Maria, la raccolta più importante di canti religiosi, di ispirazione popolare, della penisola iberica del XIII secolo. Ne sono state selezionate alcune, su 427, che si riferiscono in particolare modo ai miracoli accaduti in mare.

Coro CANTORIA MEVANIAE – Dir. Elga Ciancaleoni

Soprani: Bocchini Federica, Filippucci Maria Cristina, Palini Maria Grazia, Langarelli Edelwise, Nappa Anna, Nusdorfi Anna, Bonci Marta, Barzacca Valentina, Lolli Ilaria, Morici Melissa, Ramazzotti Azzurra. Contralti: Barzacca Giada, Bocchini Benedetta, Bovini Rachele, Maugeri Graziella, Petrecchia Annamaria.Tenori: Falasca Stefano, Maiuli Angelo, Strappini Roberto Bassi: Bovini Omar, Lolli Mario, Lolli Lorenzo.

Cantoria Mevaniae, ensemble di musica antica, nasce a Bevagna (Pg) nel febbraio del 2004. 

Nel Maggio del 2006 è uscito il primo lavoro discografico autoprodotto del gruppo “Salutiam divotamente – la devozione popolare mariana nel medioevo”.

E’ uscito nel 2014 il Dvd di Cantoria Mevaniae “Live in Männendorf”e nel gennaio del 2015 il Cd “Cantoria Mevaniae – Live in Männendorf”.

L’ensemble, in collaborazione con l’Associazione Mercato delle Gaite e il Centro Studi europeo di Musica Medievale “Adolfo Broegg” di Spello, è stato promotore e organizzatore, nel 2007, 2008 e 2009 della rassegna di musica medievale “Bevagna MusicAntica”.

“Canti dell’Antico Mare”

 “Onde del mare di Vigo, avete visto il mio amico? Mio Dio, quando verrà? Onde del mare infuriato, avete visto il mio amato? Mio Dio, quando verrà?”

E’ solo una delle voci che si alza da una terra, la penisola iberica, impregnata di tante culture occidentali ed orientali, ed attorniata da quel mare fonte di vita, ma anche via senza ritorno. 

Canti dell’Antico Mare, concerto incentrato sui repertori medievali della penisola iberica, propone alcuni brani tratti dal corpus delle Cantigas di Santa Maria e dalle coeve Cantigas de Amigo, oltre a brani tradizionali che hanno come tema l’amore, sia sacro che profano, e il mare. E’ solo un aspetto, peraltro circoscritto a questa terra, della ricca letteratura musicale ispirata al mare (per esempio il viaggio in Terrasanta) che, partendo dalla sua fisicità, come luogo naturale immenso e potente, arriva ad essere utilizzato come metafora della separazione dall’amato (in entrambi i sensi, sia carnale che spirituale). 

Sulla spinta del movimento trovadorico francese,  tra il XII e il XIII secolo, vennero composte le Cantigas de Amigo in lingua gallego-portoghese; sono un genere di canti d’amore, rigorosamente profani, giunti a noi in numero elevatissimo ma privi di notazione musicale, perché affidati all’improvvisazione su canoni melodici consueti e alla memoria orale. Per un caso fortuito rimasero conservate le musiche di sei di queste Cantigas de Amigo, scritte da Martin Codax, un trovatore galiziano del XIII secolo. Di lui non conosciamo nulla, se non il fatto che cita spesso nelle sue Cantigas la città di Vigo, porto galiziano affacciato sull’Oceano. Nella sua poesia allegorica, la donna, sofferente per la lontananza del suo uomo (a volte chiamato amigo, altre volte amado), tiene un dialogo con il mare, le onde, la madre, la sorella e le sue amiche, in una continua variazione di versi e melodie, affascinanti per la loro essenza miniaturista (quasi minimalista).

Contemporaneamente, sempre nella penisola iberica, apparvero le Cantigas di Santa Maria, la raccolta più importante e ampia di canti religiosi, di ispirazione popolare, in lingua galiziano-portoghese : ne sono conservate 427 con musica e miniature; costituiscono il prodotto dell’opera di più poeti-musicisti, voluta dal Re Alfonso X di Castiglia (“El Sabio” ovvero Il Saggio) e per lui redatta in quattro diversi codici della fine del XIII secolo. In realtà, il sovrano ebbe il merito di riunire i racconti dei miracoli mariani appartenenti a decenni di tradizione popolare iberica, e non solo, più i nuovi miracoli accaduti durante la sua vita, ponendosi dunque non come autore, quanto piuttosto come promotore di un pensiero cristiano rivolto al femminile, come di un trovatore che canta il suo amore verso la sua donna. Con le Cantigas di Santa Maria siamo quindi di fronte ad un corpus massiccio di poesia religiosa da cui è facile estrarre gli argomenti più disparati, ma in cui sempre è presente il miracolo che la Vergine riesce a dispensare in virtù di un amore immenso verso chi la riconosce e la prega. Da questa impressionante raccolta abbiamo selezionato alcune cantigas che parlano di miracoli avvenuti in mare, sia a normali viaggiatori che ai più speciali pellegrini che affrontavano il viaggio verso la Terrasanta. Anche le Cantigas realizzate in versione strumentale hanno testi che raccontano del mare: queste melodie, dai modi ritmici più differenti, si prestano benissimo ad interpretazioni collegate a ritmi di danza, secondo lo strumentario conosciuto all’epoca tramite documenti iconografici e letterari.

Infine, vi è un canto di nozze, Las Afeitas de la novia, della tradizione delle donne sefardite di Tangeri, rifugiatesi in Marocco dopo la cacciata dalla Spagna (avvenuta nel 1492).

In Canti dell’Antico Mare, nei diversi stile esecutivi, sia vocali che strumentali, ricostruiti per interpretare i tre repertori (più quello sefardita esattamente eseguito, come da tradizione orale), si utilizzano vocalità e strumenti iberico-latini, tutti scomparsi dalla nostra tradizione colta, perché modificati in quelli più moderni (tra cui la viola, l’arpa, la guinterna, il flauto traverso e la cornamusa), e quelli arabo-andalusi, conservati nella prassi della musica del nord del Marocco (oud, riqq), che proprio nella penisola iberica si incontrarono, convissero e si svilupparono durante il Medioevo. 

Segno di tempi passati da cui, forse, dovremmo prendere esempio.

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